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domenica 4 novembre 2018
partita a scacchi con la morte - Tratto dal film di Ingmar Bergman (1957) "il settimo sigillo"
Questa sera, al TG hanno parlato di questo regista, di questo film. Ho ricordato di aver scoperto questo "spezzone" alcuni anni fa e precisamente di averlo utilizzato per un Post il 10/11/2011 pubblicandolo sul mio blog ma non ricordavo il commento che avevo aggiunto. L'ho quindi ricercato e ritrovato scoprendo che accennavo all'inizio dei miei problemi e delle mie "battaglie" che sono tutt'ora per me misteriose....non ne conosco la "matrice!!! ma io continuo a "Giocare a carte scoperte"; proseguivo poi raccontando alcuni ricordi della mia infanzia. Ora provo un Copia/incolla
LA MIA PERSONALE PARTITA A SCACCHI CON....NON MI E' CHIARO CON CHI!!!
E' successo circa tre anni fa. Per colpa di un foglio trovato e letto per caso (prima mossa) e poi per una telefonata alle 8,30 del mattino per una assicurazione che volevo disdettare e sembrava impossibile (seconda mossa), mi sono trovata obbligata ad iniziare e continuare una partita a scacchi consapevole che non sono mai riuscita ad imparare questo gioco. Però sono testardissima e continuo a battermi anche a costo della morte che è già presente nel video che ho catturato su You Tube!!! E pensare che un mio carissimo cugino più grande di 6 anni, voleva insegnarmi questo gioco a tutti i costi usando, come mezzi di persuosione,sonori scappellotti perchè sbagliavo sempre (io avevo 8 anni e lui 14)Lo stesso sistema lo usava pretendendo che imparassi l'alfabeto greco che lui conosceva perchè aveva frequentato la IV ginnasio. Era arrivato da noi, nelle Marche dove abitavamo per trascorrervi l'estate e, pieno d'entusiasmo perchè s'improvvisava "professore" aveva scritto su un foglieto tutto l'alfabeto greco e me lo aveva fatto leggere, ordinandomi di studiarlo a memoria per l'ora di pranzo. Io era corsa al mare dove potevo giocare con le amiche e fare il bagno dimenticandomi completamente dell'ordine ricevuto. Alle 12 ero arrivata a elencare: alfa, beta, gamma...e mi ero fermata!!! Ed erano arrivati un paio di scappelloti ed urlacci che ero una somara.Anche oggi sono ferma alla...gamma...perchè mi sono diplomata Ragioniera e a ragioneria non si studia il greco Mio cugino non c'è più, purtroppo; mi ha aiutata con qualche utile consiglio e consulenza fiscale (oggi importantissima) e soprattutto è stato un bravo nipote per i miei genitori che gli sono sopravvissuti ancora, anche se tanto più anziani. Mai si è dimenticato di loro e a volte, anche se impegnatissimo, andava a trovarli e prendere un caffè, saltando il pasto. Mia madre preparava anche la crostata di marmellata di prugne e si scusava affermando che non era certo buona come quella che faceva sempre la nonna (per lei suocera)e che ricordava, piaceva tanto a mio cugino che immancabilmente la rincuorava assicurandole che era altrettanto buona anche se un pochino diversa; forse a causa della marmellata che una volta era preparata proprio dalla nonna, con susine della pianta in fondo al giardino, e poco zucchero. Già dimenticavo...il giardino... dove mio cugino mi aveva insegnato il salto in alto e il salto in lungo, anche li...a suon... di urlacci che però sono serviti perchè in queste due specialità me la sono cavata bene.
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sabato 25 novembre 2017
COMPLIMENTO CHE NON SI DIMENTICA
CHI, ENTRANDO NEL MIO BLOG SI E' SOFFERMATO A LEGGERLO, SI SARA' ACCORTO CHE MANCA LA FRASE CHE GIUSTIFICHI IL TITOLO.
IL COMPLIMENTO DEL QUALE PARLO LO SCRIVO ORA, DOVE MANCA, IN GRASSETTO.
RINGRAZIO L'AUTORE O GLI AUTORI DI QUESTO SIGNORILE GESTO!!!
IL COMPLIMENTO PIU' BELLO CHE HO RICEVUTO
Nella mia vita non ho ricevuto molti complimenti perchè ho conosciuto e frequentato poche persone (casa e ufficio) ma anche perchè sono sempre stata timida e riservata (forse troppo) e poi, come mi avevano insegnato le nonne e la mamma, era educato, da parte mia, sorridere e ringraziare ma non dare troppa confidenza soprattutto ai ragazzi (diffidare sempre). Però, lo confesso, ero intimamente contenta se qualcuno mi rivolgeva un apprezzamento e se mi sembrava sincero.
C'è un complimento in particolare che, quando mi è stato rivolto, mi aveva stupito e poi, una volta capito, mi era piaciuto tanto e tutt'ora lo ricordo volentieri.
La nonna materna aveva avuto un primo ictus ed era ricoverata all'ospedale. Appena era stato possibile ero andata a trovarla: 16 anni, gonnellina blu a pieghe e camicetta bianca con grandi pois rosa ed un bel fiocco al posto del colletto, da annodare al mattino.
La nonna era stata tanto contenta di vedermi entrare nella stanza e mi aveva presentata alla vicina di letto. Io ero seduta fra di loro parlando della scuola appena cominciata, degli allenamenti di atletica e delle prime gare alle quali avevo partecipato ingigantendo con entusiasmo i miei racconti.
Ad un certo punto la vicina si era rivolta alla nonna e le aveva detto:
"Signora Maria, sua nipote è bella e genuina come una castagna lucida quando si apre il riccio appena caduto dalla pianta!"
Che bel complimento! In tutti questi anni ho sempre ricordato queste parole e questa similitudine, in particolare poco tempo fa, quando un'amica, dopo aver ascoltato pazientemente parte delle mie mai finite o irrisolte vicissitudini e le mie conseguenti geremiadi, ha esclamato:
"Tu stai male perchè, a differenza di tanti esseri umani, sei "cristallina"!
Questo è il secondo più bel complimento che ho ricevuto!!!
Purtroppo "genuina", cristallina" nella nostra società moderna, non serve esserlo, anzi, sono d'intralcio!
Sapete cosa vi dico? I comportamenti degli esseri umani dovranno cambiare o ci imbarbariremo sempre di più. Per quanto riguarda me....NELLA PROSSIMA VITA SARO' ....esattamente come sono sempre stata!
Io non finirò sui libri di storia, ma neanche tutti gli altri esseri umani che hanno vissuto di compromessi e, peggio ancora, fregando chi potevano o vendicandosi (e vendicarsi è riprovevole!)
Recentemente una persona mi ha detto che devo essere orgogliosa di non aver mai chiesto niente a nessuno. Anche questo lo considero un bellissimo complimento.
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mercoledì 8 febbraio 2017
PROFUMO DI GIOVENTU' E NOSTALGIA DEGLI ANNI '60 - RACCONTO
Nei momenti difficili della mia vita mi sono aggrappata ai ricordi e agli anni della mia gioventù quando il futuro era tutto da scoprire e l'Italia stessa sembrava aver dimenticato gli orrori e il dramma della 2^ Guerra Mondiale. Anche in questa epoca si riaffacciano problematiche per tutti, in particolare per i giovani che non sanno capire cosa riserva loro il futuro perchè tanti sono senza lavoro; ma anche per noi anziani la situazione si fa sempre più allarmante ed io, proprio per la mia memoria, il mio intuito, i collegamenti che intreccia la mia mente.....prevedo tempi sempre più difficili e allarmanti......allora, per distogliere la mia mente da pensieri cupi ho voluto impegnarla a ricordare i tempi felici della mia gioventù per farmi coraggio e per trasmettere "speranza"in chi vorrà leggere il mio racconto.

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sabato 9 aprile 2016
martedì 24 dicembre 2013
DE NITTIS - UN SUO PICCOLO QUADRO ILLUMINAVA IL MIO SALOTTO
UN FRAMMENTO DI VITA TRA REALTA' E SOGNO!
Credo che succeda in tutti i matrimoni: i primi anni sono strapieni di avvenimenti che poi si trasformeranno in ricordi. Ad esempio imparare a cucinare e ....bruciare per incorreggibile distrazione, o ripetere la stessa ricetta "scaloppe al marsala" un giorno si e un giorno no, perchè il consorte, la prima volta, ha pensato di complimentarsi per il risultato; continuare a preparare una ricca macedonia con tutti i frutti dell'inizio estate e nello stesso tempo raccontare al cugino in visita, del viaggio di nozze a Bordighera e la gita a Montecarlo e Nizza, e lui, molto attento ai miei racconti ma anche al mio tagliare la frutta che commenta: "sarà molto buona ma anche nutriente la tua macedonia". "Perchè?" chiedo io. E lui che spiega: "perchè tu sei miope e non vedi quanti vermicelli delle ciliege galleggiano nel succo della macedonia!. Due anni dopo era nato il primo bambino e ancora due anni dopo era nata la femminuccia. In quella occasione mio marito mi aveva regalato un piccolo quadro del De Nittis, sapeva quanto ammiravo ed amavo i pittori dell'ottocento.Appeso sulla parete della sala sembrava illuminarla tutta benchè così piccolo. Erano passati alcuni anni e poichè avevamo comperato un pezzo di terra per costruire una casa in campagna, nel momento di iniziare la costruzione, mi era sembrato giusto staccare dalla parete il piccolo quadro e riconsegnarlo a mio marito perchè lo riportasse all'esperto d'arte che glielo aveva venduto per rivenderlo e iniziare i lavori senza mettere in sofferenza il nostro c/c. Io ho sempre ragionato così. Erano passati diversi anni e per difficoltà per me impreviste, avevamo dovuto vendere la casa in campagna e d'estate, nelle sere calde, si passeggiava intorno al quartiere. Una sera avevo ricordato l'episodio del quadro staccato dalla parete che di colpo era tornata anonima e non più rischiarata, illuminata, impreziosita dai colori caldi del piccolo quadro. Mio marito aveva commentato dicendo "era davvero bello". Poi mi aveva detto di precederlo in casa perchè doveva controllare una cosa in garage. Rientrando in casa aveva in mano un pacchetto avvolto in un giornale. Avevo capito immediatamente che conteneva un quadro e a quel punto potevo immaginare di che quadro si trattasse. Nel frattempo mio marito mi confessava che, disobbedendomi, non l'aveva poi venduto. Trepidante avevo finito di togliere i giornali che avvolgevano il pacchetto lasciando finalmente vedere il contenuto: UNA CORNICE CHE CONTENEVA UN QUADRO TUTTO GRIGIO E INCOLORE PERCHE' COPERTO DA UNO SPESSO STRATO DI MUFFA!!!. NON AVEVO MAI PROVATO UNA DELUSIONE E UN DISPIACERE SIMILE!!! Ma la storia non finisce qui. Un conoscente, sentendoci raccontare questa disavventura ci aveva consigliato di chiedere l'aiuto di un restauratore che però, visto il guaio così serio e l'opera così delicata, lo aveva mandato a Torino, anzi, avendo visitato la Reggia di Venaria, vicino a Torino, dove c'erano dei laboratori d'arte importantissimi, penso sia stato restaurato proprio li. Il quadro era finalmente ritornato a casa e alla sua parete bianca, ancor più bello e luminoso della prima volta!!!....Poi a distanza di altri anni....altri problemi....e questa volta lo avevo portato a una delle aste di "Sotheby's" Il piccolo quadro non è più sulla parete ...ce ne sono altri di amici e parenti pittori ....ma anche le aste di Sotheby's non ci sono più. Chi ha previsto come si mettevano le cose in Italia è traslocato altrove, però ora, nella nostra città c'è una Casa d'Asta di un giovane, preparato esperto d'arte. Gli auguro tanto successo e di sopravvivere a TANTE....TROPPE...TASSE!!! Mio padre diceva: "piove, Governo ladro!!! Era un proverbio dei suoi tempi (era nato nel 1910) ma mi sembra che sia un proverbio attualissimo!!! Mi permetto una piccola variante: "piove, Governi Ladri"
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mercoledì 29 settembre 2010
UNA SCENA DELLO SCENEGGIATO SUL TRIO LESCANO OVVERO IL RICORDO DI UNA NOVELLA DEL 1957
Questa sera ho acceso la tv molto tardi. Su rai 1 trasmettevano uno sceneggiato sul Trio Lescano in voga negli anni della seconda Guerra Mondiale. La prima scena che mi si è presentata era sulla cattura di un giovanotto , forse un fascista, fatta da partigiani che cantavano la bella canzone –Bella ciao- ma ho avuto l’impressione che la scena preannunciasse una fucilazione e d’improvviso mi sono ricordata di un racconto scritto nel dopoguerra, dal cappellano militare amico di mio padre, una delle tante che, ragazzina dodicenne, ascoltavo con partecipazione e commozione. Ora la ricopio dal suo volume intitolato-Novelle del 2000 edizione 1957. Purtroppo da alcuni giorni mi sono accorta di aver perso l’altro suo volume con la dedica fatta a me personalmente intitolato –Memorie dal Kenia- . Quando non l’ho più ritrovato, in piena notte perché non riuscivo a dormire, ho pianto diverse ore e mi si è rinnovato il dispiacere immenso ed inconsolabile di quando sono stata informata dai miei genitori, seduti in cucina affranti, della sua morte improvvisa per infarto a soli 58 anni; pochi giorni prima era venuto appositamente a trovarmi per benedire il mio bambino di 40 giorni. Capisco ora che in quel momento, inconsapevolmente, piangevo l’unica persona che mi avrebbe voluto veramente bene nella mia vita accettandomi così come ero e come sento di essere ancora oggi a quasi 70 anni.
SEPPELLIRE I MORTI
Una coppia di robusti maggiolini stava rientrando da una festa di gala, tenuta in una vigna, abbellita da numerosi alberi di pesco. Erano talmente ebbri di profumo e di danze aeree da non poter volare in alto sul ciliegio avito, dove avevano dimora primaverile. Con le antenne abbassate, camminavano impacciati in mezzo all’erba: il loro dorso aveva perduto la solita lucentezza. Tutta colpa di quei fiori voluttuosi di sambuco, se avevano commesso mille pazzie…..Marito e moglie avevano gli stessi pensieri, ma non si scambiavano una parola. Finalmente giunsero ai piedi del ciliegio e si fermarono perché, in quel momento, intorno all’albero, si svolgeva un nero corteo di formiche che stavano dando sepoltura a delle proprie compagne, morte in combattimento contro uno stuolo di terribili formiche rosse. Fu allora che la maggiolina, per una associazione d’idee (come quelle che vengono attribuite agli insetti nelle favole), rivolse la parola al marito. –Chissà quale brutta fine faranno quei due storditi maggiolini innamorati che per distrazione si sono fatti acchiappare da quel ragazzo sempre in cerca di insetti?- Poi esclamò ancora – Ah! Quell’odioso ragazzo! Può aspettare invano che io gli dica dove è sepolto suo padre! -Come?- fece il maschio – e non mi hai detto nulla di cio’?-
Oh! E’ una vecchia storia, che mi ha narrato mia madre; ma il fatto risale addirittura ai miei avi. Alcune primavere or sono, una mia ava abitava su quella quercia a destra, ma cambiò dimora in seguito a un fatto…… Un mattino tutti i viventi alati, che abitavano sulla quercia, vennero disturbati da un vociare. Erano degli uomini , armati, che spingevano, davanti a sé, un altro uomo legato alle mani, Quell’uomo guardava in alto, verso il sole, e non piangeva. Venne fatto inginocchiare. Allora i maggiolini sentirono un tuono e videro delle fiamme. Molti nostri antenati caddero sul corpo dell’uomo e si inzupparono di una rugiada rossa, mai conosciuta. Gli uomini armati se ne andarono, lasciando quell’uomo steso a terra. –E poi? Dove è andato quell’uomo?- Interruppe il marito sempre più incuriosito. –Vi sono ancora le sue ossa;-riprese la moglie- anzi, ricordo che, quando dovetti aprirmi un varco nel terreno, per venire alla luce, vi era un piastrino di ferro, che mi impediva di uscire….E’ su quel piastrino di ferro che ho scoperto il segreto. Quell’uomo era il padre di quel crudele ragazzo, che cattura maggiolini e che cercava di ucciderci………… Tu arrampicati su per prima, mentre io mi do una ripulita alle ali, sporche di fango – disse il maggiolino. E, quando vide la moglie chiacchierare con un gruppo di allegre amiche, egli, radunate tutte le forze, decollò magnificamente, dirigendosi verso il sambuco. Il ragazzo era ancora là; seduto, contava le prede catturate poste in scatola. Il maggiolino gli volteggiò arditamente intorno al capo ed andò poi a posarsi sul sambuco. Il ragazzo lo vide, tese tutti i muscoli e…zach! Con una manata portò via numerose foglie di quercia ed il maggiolino. Lo slancio era stato troppo forte ed il ragazzo, cadendo a terra, allargò il palmo della mano, da dove uscì l’insetto tramortito, che, con volo pesante, radente la terra, sorvolò un oggetto lucente…..Il fanciullo vide un piastrino militare e lo raccattò subito….Egli si sbiancò in viso e rimase per qualche minuto come inebetito. Stentava a credere! Sulla targhetta metallica stava scritto il nome e cognome di suo padre! I suoi occhi si posarono su delle ossa sparse. Quel cranio e quelle ossa erano di suo padre….. Con un grido, il ragazzo si precipitò di corsa verso la casa lontana.
All’imbrunire, quando il maggiolino, accompagnato dal chiarore delle lucciole, riuscì a raggiugere l’alto del ciliegio, venne apostrofato dalla moglie: -non era ancora finita la festa per te?! Dove sei andato?- Esso rispose: -Sono stato a compiere una sepoltura, che gli uomini avevano dimenticato di fare!- Poi, infilatosi nel fiore, che gli serviva da dimora, piombò in un sonno ristoratore, mentre una lucciola, rimasta accanto a lui, cangiava la luce rossa in azzurra per cullargli il sonno.
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